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APPELLO URGENTE PER SALVARE PEPPOLA E FRINGUELLO (e molti altri)
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Cari Amici,
con l'approvazione della legge n.13 dell'agosto 2005 sulla caccia agli
uccelli protetti, il Veneto è diventata la regione che detiene il record
italiano ed europeo per il numero di specie di uccelli protetti resi
cacciabili, ben sette: Peppola, Fringuello, Passero, Mattugia, Storno,
Tortora D.C., Cormorano.
Questa legge consente di abbattere nell'arco di 5 anni, dal 2005 al 2010, in
tutte le forme di caccia: appostamento temporaneo, appostamento fisso e
caccia in vagante, ben 159.000.000 di uccelli protetti delle sette specie,
per 5 giorni la settimana.
La legge è stata dichiarata non a norma anche dall'INFS, Istituto Nazionale
Fauna Selvatica, con lettera specifica.
La LAC – Sezione del Veneto, con tre ricorsi ha chiesto, a norma di legge, ai
ministri del Governo italiano di annullare la legge regionale perché viola la
legge statale e la Direttiva Uccelli in materia di "caccia in deroga".
Attualmente, dopo quasi due mesi, dai ministeri tutto tace, ciò va a tutto
vantaggio dei 55.000 cacciatori veneti che stanno attuando delle autentiche
carneficine che in altre regioni sono considerate, a tutti gli effetti, atti
di bracconaggio sanzionati penalmente dalla legge dello Stato.
Vi chiediamo di far circolare il seguente appello, trasmettendolo agli
indirizzi indicati, con la speranza che i ministeri competenti facciano al
più presto il loro dovere. Grazie.
Andrea ZANONI - Lac Veneto
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TESTO CONSIGLIATO
Al Ministro per gli Affari Regionali On. Enrico La Loggia
Al Ministro per l’Ambiente e Territorio On. Altero Matteoli
Al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi
Al Ministro per le Politiche Comunitarie On. Giorgio La Malfa
La regione del Veneto con la legge n.13/2005 ha consentito la caccia a sette
specie di uccelli protetti dalla Direttiva 409/79/CEE e dalla L.157/92:
Peppola, Fringuello, Passero, Mattugia, Storno, Tortora dal collare,
Cormorano, per un arco di 5 anni ovvero dal 2005 al 2010, in tutte le forme
di caccia quali appostamento temporaneo, appostamento fisso e vagante, per
ben 159.000.000 di uccelli, per 5 giorni la settimana, senza alcun controllo
aggiuntivo.
Questa legge è stata dichiarata fuori norma anche dall’INFS, Istituto
Nazionale Fauna Selvatica, che con una circolare indirizzata alla Lega
Abolizione Caccia del Veneto, prot.n. 6811/T-A61, del 15/09/2005, con
oggetto: "Applicazione del regime di caccia in deroga ai sensi della
direttiva n.79/409/CEE, art. 9 - legge regionale del Veneto n. 13/05." ha
evidenziato che: 1) non sono rispettare le piccole quantità di uccelli
cacciabili in deroga come concordato a livello nazionale (nel 2004 in Veneto
sono state uccise 96.157 Peppole contro un limite concordato con le altre
regioni pari a 23.400 uccelli), 2) il periodo di caccia è troppo lungo,
3) i controlli sono insufficienti, 4) gli uccelli abbattuti vanno registrasti
subito sul tesserino e non a fine giornata, 5) non sono rispettate le
condizioni delle deroghe previste dalla Direttiva "Uccelli", 6) manca il
benestare dell'autorità ex art.9 Direttiva 409/79/CEE, ovvero dello stesso
INFS.
Le palesi violazioni della legge n.13 del 2005 alla Direttiva 409/79/CEE e
alla L.157/92 sono già state evidenziate e documentate dettagliatamente ai
ministri in indirizzo, con ricorsi del 22/08/05, 31/08/05 e 26/09/05 della
LAC – Sezione del Veneto, che ha chiesto espressamente al Governo italiano di
annullare la legge regionale.
Si chiede pertanto ai Ministri in indirizzo che venga adottato al più presto,
ai sensi del comma 4 dell'art.19-bis della L.157/92, il provvedimento di
annullamento della legge regionale del Veneto n.13 del 12 agosto 2005 che
viola la Direttiva 409/79/CEE e l’art.19-bis della L.157/92.
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