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| TESTIMONIANZE |
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Per chi non mi conoscesse sono Gianpiero, credo avró l'occasione di
incontrarvi prossimamente.
Ho dato anch'io il mio piccolo contributo al salvataggio rospi ed ecco le
mie impressioni...
Premetto che non sono nè animalista, nè vegetariano, mi sto facendo
un'opinione e sto conoscendo questo mondo di recente.
Quindi ho partecipato a questa avventura più per curiositá e per
condividere un'esperienza con la mia ragazza.
Che dire, all'inizio ero un pò scettico, anzi menefreghista, nella schiera
dei "pirati della strada" colpevoli della strage di rospi...
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e poi mi
facevano impressione, questa specie di mostri viscidi preistorici!
Poi quando sei lì sulla strada la prospettiva cambia velocemente, vedi
questi buffi anfibi che si gettano all'avventura sulla strada spinti
dall'istinto e purtoppo vedi anche quando vengono inesorabilmente
massacrati dalle macchine incuranti di tutto, ignoranti e dritte per la loro
strada...
ed allora cammini più veloce e guardi meglio per riuscire a salverne di
più.
E poi li senti gracchiare al sicuro nel secchio della salvezza, lamentarsi
per poter riprendere il loro cammino.
Concludendo non posso che dire che è stata una esperienza bella ed
educativa
e la rifarò volentieri, se non per salvare i rospi, per me stesso perchè
mi ha fatto sentire un pò migliore.
Gianpiero |
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La prima volta che ho preso in mano un Bufo, sinceramente ho pensato
:"schifo...", non per la sua forma, o per quel corpicino molliccio, né per
quel viscidume sparso un po' qua e un po' lá, ma perchè era semplicemente
freddo. Quel primo Bufo l'ho trovato verso le 20 di sera con Monica, dopo
circa 20 minuti di passeggiata, e mi ricordo di aver pensato che a quel
ritmo ne avrei raccolti al massimo una ventina. Non sapevo che quella
sarebbe stata la famosa domenica dei 1500...
Continuavo a passeggiare con questo esserino che ogni tanto si muoveva
dentro il secchio e produceva un verso di stizza del tipo 'uuch', e
pensavo "cosa-cacchio-faccio-qua-tutta-colpa-della-monica-io-e-pier-abbiamo-ancora-l
a-febbre-con-la-sfiga-che-ho-pure-mi-investono".
Poi ecco che la mia pila illumina due occhietti un po' sorridenti e
interrogativi: ecco il secondo, porca miseria, anche questo è freddo, mi
fa schifo pure questo. Non fraintendetemi, il mio era uno schifo minimo, e
ero assolutamente d'accordo sul fatto che quei rospi dovevano essere salvati
dal così detto progresso umano, ma avevo un atteggiamento distaccato, era come
se io fossi lì a fare un favore ai Bufo. E' stato lì che ho sentito Monica
urlare un "Nooooo!" carico di dispiacere, e l'ho vista correre in centro
strada con la pila che puntava verso una coppia schiacciata. Mi sono
chiesta il perché di tutto quel dispiacere quasi dolore, e non ho avuto il tempo
di darmi una risposta perchè Pier mi tocca una spalla e mi fa notare che
attorno ce ne sono tantissimi. Afferro il secondo, e questo mi fa la pipì
in mano. Pure. Meglio non pensarci e continuare. All'inizio facevo fatica a
vederli, si mimetizzavano molto bene, poi con il passare delle ore ho
sviluppato un occhio bionico, per cui li vedevo anche se erano sotto terra
sigillati in un rifugio antiatomica. Solo che ce ne erano veramente tanti,
sbucavano da tutte le parti, il secchio si riempiva ad una velocitá
impressionante, pesava, la panoramica era illuminata a giorno grazie alle
macchine, i lampeggianti, i fendinebbia, le pile... 6 ore di
passeggio-osservo-raccolgo-scarico-conto-tengo-a-mente-che-poi-lo-dico-Monic
a. Io, Pier e Carmen ne abbiamo raccolti all'incirca 460. In totale 1500.
Che storia, comunque ora basta, ci siamo tolti i giubbetti, fumato una
cicca, tanti saluti a tutti, ci vediamo domani, si torna a casa e A
TORNARE A CASA CI IMPIEGHI DI PIU' CHE A RACCOGLIERNE 1500. "Fermati che ho visto
una coppietta... aspetta che ce ne è uno, chi è lui lo sfigato? ne
raccogliamo 1500 e lasciamo che le macchine schiaccino proprio lui? Guarda
che ne ho visti altri due. Vai piano che non ti sbuchino fuori
all'improvviso...
TORNIAMO-INDIETRO-E-FACCIAMO-UN-ALTRO-GIRO-PER-SICUREZZA?"
Micidiale, è così che ho capito il dispiacere di Monica, perchè ti
affezioni in men che non si dica a quegli esserini freddi, borbottoni, piscioni e
sinceramente anche un po' stronzi... alcune femmine, con in groppa il
maschio, scattavano come centometriste verso il centro strada proprio
mentre arrivava una macchina, e tu, lì come un deficiente a tentare il
suicidio...poi cerchi di afferrarli e il maschietto ti scalcia via. Oppure ne vedi
tre sul ciglio e sono immobili. Tu te la prendi relativamente con calma, ti
avvicini e questi bastardi iniziano a muoversi contemporaneamente.
La cosa però che non avrei mai pensato che avrei fatto, e questo è
successo le ultime sere, è stato parlarci, ma seriamente, cioé porgli delle
domande, anzi, una domanda: "TU, DOVE STAI ANDANDO? HAI GIA' FATTO I TUOI LAVORETTI
E STAI TORNANDO AL BOSCO O SEI SOLO CONFUSO E DEVI ANDARE AL PIAVE?", e
siccome non ne volevano sapere di risponderti, allora iniziava il summit,
la brain storm: "Secondo te, con il muso rivolto in questa direzione va di
qua o di là?".
Insomma, quando arrivi a casa e ti addormenti senti ancora uucch, uucch!,
consumi un casino di benzina, la macchina fra secchi, guanti pile e
batterie, diventa un letamaio, rinunci alla tua vita sociale, per tre mesi
dalla fine della transumanza quando corri in macchina la sera di riflesso
freni tutte le volte che vedi a terra fazzoletti, pacchetti di cicche,
sassi, carte... Ma, caspita, ne vale proprio la pena.
Miriam
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Purtroppo i miei impegni familiari non mi hanno consentito di partecipare,
con l'assiduità che avrei voluto, alla campagna di salvataggio dei nostri
fratelli saltellanti.
Delle poche serate trascorse sulle strade del Montello, conservo comunque
ricordi che si sono impressi nella mia memoria: la compagnia degli amici;
quelli già conosciuti e quelli incontrati sulla strada magari solo per una
serata. Il profumo della terra nei primi giorni del risveglio primaverile;
è stata una sensazione piacevolissima, non il profumo dei fiori già
sbocciati della primavera inoltrata, ma il sentore leggero delle foglie che, compiuto
il loro ciclo degenerativo, si sono trasformate in prezioso nutrimento per
la terra che a sua volta garantirà il dirompente risveglio della flora e
della fauna nei giorni successivi. Un altro odore che mi è rimasto molto
impresso, è l'odore dell'acqua del fiume, dove andavo a liberare i rospi
appena salvati: non è un odore forte, è appena un leggero sentore che sa
di fresco, infine il lieve gracidare dei simpatici fratelli che, ammassati
dentro il mio secchio, in buona parte attendevano con un certo fatalismo
il loro destino, mentre una minoranza agguerritissima non perdeva occasione
per tentare di uscire dal contenitore troppo affollato di consimili.
Accanto alle sensazioni positive ne ho purtroppo provate anche di molto
negative: il rombo invadente e pericoloso dei veicoli che sfrecciavano a
pochi centimetri da me e dai miei compagni, le voci oscene di chi, non
avendo evidentemente di meglio da fare, ci sfotteva con parole irripetibili, la
fatica, fedele compagna delle serate e dei giorni successivi. Ma, ad
annullare qualsiasi sensazione positiva, vi era quel rumore odioso, frustrante,
snervante, un rumore come di un sacchettino di nylon pieno d'acqua, schiacciato dalle
ruote dei veicoli in transito: il rumore dei miei fratelli uccisi dalla
nostra virulenta presunzione di superiorità su tutto e su tutti. E' un
rumore che ti fa sentire terribilmente impotente. Ogni volta che lo percepisci
sembra che il mondo ti stia cadendo addosso, perché tuo fratello, quel
maschio con gli occhi gialli, da poco riaperti con speranza istintiva su un futuro
di lotte con gli altri fratelli per conquistare la femmina migliore, giace
ora lì sulla strada, ridotto ad una poltiglia sanguinolenta che il giorno
dopo sarà indistinguibile dall'asfalto che lo circonda. E' una sensazione,
per noi che ci occupiamo di diritti animali, già vissuta centinaia di volte,
quando si parla di maltrattamenti, macelli, pellicce, vivisezione, caccia,
corrida e tutte quelle sottili forme di sopruso che l'uomo nel corso della
sua esistenza, é riuscito ad escogitare con sottile perversione nei
confronti degli altri inquilini del nostro malatissimo pianeta; ma è anche la stessa
sensazione che ci dà la forza, lo dico consapevole di apparire retorico,
di continuare a batterci perché anche ai nostri fratelli sia riconosciuto
il diritto essenziale a vivere in pace con sééstessi e con gli altri..
Massimo
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Il salvataggio dei rospi rende tutti felici e appagati perché consente ad
ognuno di noi di vedere realizzato immediatamente il risultato di una
propria azione volta a salvare un animaletto.
In questo tipo di operazione diretta finalmente non troviamo tra noi e l'
essere vivente bisognoso di aiuti i soliti burocrati degli uffici
comunali, provinciali, del servizio veterinario, dell'UlSS, ecc.
Nessuno ci deve autorizzare, nessuno ci puo' ostacolare, possiamo fare
immediatamente quello che serve, afferrare il rospo, la rospa o
addirittura la coppia nell'abbraccio dell'accoppiamento e portarli in salvo. Un'
esperienza positiva, un'esperienza che tutti possono fare, anche coloro
che sono degli ambienti delle associazioni protezioniste.
Il salvataggio dei rospi può diventare per molti cittadini un momento di
avvicinamento positivo alla natura dove l'unica azione da fare dello
salvare degli esseri inermi, non solo bensì di salvare degli esserini portatori di
vite, di migliaia e migliaia di vite che altro non sono che le uova che le
rospe rigonfie portano dentro di loro.
Un autentico avvicinamento alla natura non distruttivo, un modo per
conoscere e rispettare anche le altre forme di vita, un modo a volte per
trasformarsi da autisti incoscienti ed "assassini" a cittadini sensibili e
premurosi.
L'altra faccia della medaglia è quella che viene dalle Pubbliche
amministrazioni che potrebbero pianificare e progettare degli interventi
utili a prevenire la morte degli anfibi sulle strade evitando a centinaia
di persone di rischiare la pelle o spesso delle autentiche broncopolmoniti
beccate sulle strade sotto acquazzoni interminabili.
Salvando i rospi si conoscono anche questi signori, il caso della
Provincia di Treviso è eclatante, hanno detto che "il progetto salvataggio anfibi
non ci interessa e pertanto non ci sono fondi", poi scopriamo però che ci sono
migliaia di Euro da buttare in manifestazioni sulla caccia come "L'Altra
metà della Caccia" svoltasi a San Vendemmiano o "Hobby e Sport nella
Natura" svoltasi a Godega di Sant'Urbano, o peggio ancora in fuoristrada da
regalare al Presidente della Federcaccia !.
Che dire poi dei Comuni con la coda di paglia che tanto hanno promesso e
nulla realizzato ?
Per onor di cronaca è giusto ricordare che l'unica amministrazione che ha
risposto subito e per tempo ai nostri solleciti è stata quella del Comune
di Montebelluna.
Quindi salvare i rospi è anche un modo per conoscere come gira il modo,
responsabilizzarsi e impegnarsi un po' perché questo migliori.
Andrea Zanoni 17/06/03
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Tre anni fà mi ha tanto colpito la morte di un conoscente investito da un'auto mentre cercava di mettere
in salvo dei rospi in migrazione. Ho subito cercato di contattare alcune associazioni animaliste per
capire cosa si poteva fare a questo proposito ma non c'è stato alcun riscontro. Ogni tanto mi
tornava in mente ma da sola non sapevo cosa fare. Finalmente questa primavera sono venuta a sapere
che c'era un gruppo di persone che già da un mese si era organizzata e passava le serate a
far attraversare la strada ai rospi che dalla montagna dove svernano vanno al lago per riprodursi.
Armata di pila, secchio, guanti (pensavo mi avrebbe fatto impressione prendere i rospi in mano, in
realtà non li ho mai usati) mi sono aggregata a loro.
La cosa che mi angosciava di più era che non eravamo abbastanza e una persona
doveva coprire da sola un tratto di strada troppo lungo: mentre ne salvavi uno e lo mettevi nel secchio
un altro veniva schiacciato 10 mt più avanti e per fortuna che al mio arrivo la parte più massiccia della
migrazione era già avvenuta: non so se avrei retto ad assistere alla carneficina di alcune
serate. Così ogni giorno facevo un sacco di telefonate per trovare qualche nuovo volontario,
fosse anche solo per una volta ma almeno erano due occhi in più per quella sera.
Ma il gruppo, diciamo, di partenza era praticamente sempre presente, quasi fosse un richiamo
naturale anche per loro, una migrazione verso Revine. Grazie all'impegno di queste persone che per
quasi due mesi hanno trascorso le loro serate in strada, a camminare avanti indietro, spesso in
situazioni climatiche pessime e che hanno sottratto tempo alle famiglie, al lavoro, ai propri interessi
personali, ne sono stati salvati tantissimi.
Ma ora si devono muovere le Istituzioni con dei progetti concreti come già
avvenuto in altre province. Basterebbe veramente poco per risolvere questa situazione e anche l'aspetto
economico é veramente esiguo se paragonato ad altre iniziative (spesso discutibili) intraprese dalla nostra Provincia.
Ciao!! Paola
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Ricordo quando in riunione abbiamo incominciato a trattare l'argomento
rospi e salvataggio rospi. Ne avevo gia' sentito parlare pero' una cosa e'
sentirne parlare, una cosa e' viverlo. Come socia attivista di una
associazione animalista, ma soprattutto come amante degli animali, mi resi
disponibile per la zona interessata vicina alla mia abitazione. Ero pero'
un po' dubbiosa sul fatto se sarei effettivamente riuscita a raccoglierne
uno.
Come primo pensiero mi dicevo "dio mio ..non ci riusciro' mai a prenderli
in mano.", insomma, a primo impatto pensai "mi fanno un po'.cosi'..non
ribrezzo ma..il pensiero di raccoglierli.brrr".
Comunque decisi di equipaggiarmi per bene, tanto di guanti, secchiello e
torcia e cosi' raggiunsi il resto del mio gruppo in una delle prime serate
di raccolta. Iniziai' la ricerca, ancora turbata dal fatto se sarei stata
in grado o meno di raccoglierli.pian piano incominciarono a sbucare, che
grossi pensai, e a dirigersi vero la morte (la strada) .a quel punto fu
tutto chiaro e piu' forte del senso di ribrezzo nel raccoglierli, era una
questione di vita o di morte che in quel momento dipendeva da me.senza
pensarci due volte incominciai a raccoglierli, uno dopo l'altro...a volte
ammetto anche rischiando (visto la velocita' alla quale questi pirati
stradali correvano). Insomma, quello che credevo quasi impossibile alla
fine era solo frutto del mio pensiero, in questo caso, forse un po'
schizzinoso...sera dopo sera andavamo a prenderli e a salvarli..abbiamo
fatto km e ore, ma la soddisfazione nel salvarli paga tutto cio' che
abbiamo dovuto affrontare, anche i commenti ironici degli automobilisti ignoranti
che si fermavano e ci ridevano dietro appena gli si diceva loro cosa
stavamo facendo (beata ignoranza!!).
Posso dire di aver conosciuto da vicino una specie animale mai affrontata
prima. Sono cosi' buffi, e cosi carini che alla fine mi chiedevo, da dove
erano sorti tutti quei pensieri negativi nei loro confronti. E' stata una
esperienza unica.ti senti proprio salvatrice. Invito tutti coloro che come
me, inizialmente hanno un po' di riguardi nel salvare i rospi, a provare
di persona e riflettere sulle sensazioni che tale esperienza provoca, non
solo a livello di contatto con il mondo anfibio ma pure a livello umano,
tramite gli incontri (positivi e negativi) che avvengono durante le serate di
raccolta. Provate per credere.
Tiziana
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La prima sera, appena arrivata sul luogo di "salvataggio", armata di
secchio e torcia elettrica, Adriano un compagno del gruppo, indicandomi
con la pila, un esserino immobile, con la testa alta e due occhietti
luminosi, mi disse: " ecco questo è il tuo primo". Raccolsi il Buffo
Buffo, lui rimase immobile e tranquillo, lo avvicinai ai miei occhi.
L'ultima volta che avevo visto da vicino un anfibio, avevo 10 anni, il
mio vicino di casa lo colpi con un forca. Ricordo che raccontai
piangendo disperata, la vicenda a mio padre, il quale con amore mi
parlo' di questi esseri, della loro innocuità, e specialmente della loro
utilita', "una specie di "insetticida naturale".
Ora che ne avevo uno in mano l'emozione fu tanta, anche perché io ero li
per salvarlo.
Da quella prima sera, ne sono passate tantissime, fino alla fine della
migrazione, circa un mese e mezzo.
Tutte le sere, verso il crepuscolo e fino a notte, appostata ai margini
della strada, ho diviso con i miei compagni questa grande avventura.
Eravamo come dei "cacciatori" che scrutavano nel silenzio della notte,
tra un gracidare di anfibi che si cercano, sussurri di uccelli notturni,
fruscii dell' erba, il tutto spezzato dal passaggio disinteressato di
automobilisti.
Questa esperienza personalmente mi ha insegnato a riconoscere tracce e
ad ascoltare rumori, ti introduce al ciclo della natura. Ti porta
lontano da quella realta' spesso insipida del quotidiano. Anche se a
volte ero stanca, non riuscivo a mancare di recarmi sul posto di
"salvataggio", questa forza mi é stata trasmessa dalle sensazioni che
vivevo li ogni sera, e che ho conosciuto grazie a queste creature, che
adoro e rispetto per il loro istinto e anche per il loro
"menefregarsene", del mondo che gli gira intorno continuando il ciclo
vitale come migliaia di anni fa'.
Durante queste notti umide o piovose, ho condiviso l'emozione di nuove
amicizie, che si univano al gruppo, nate lungo la striscia bianca che
limita le strade. Eravamo così presi, da quest' atmosfera, che non ci
preoccupavamo neppure delle auto che ci sfioravano ad altissima
velocita'. "Cacciatori" a volte allegri, a volte in estasi, a volte
tristi, quando veniva ucciso dalle ruote un nostro amico Buffo, e non
potevamo far niente per salvarlo. Il nostro tesoro era raccogliere il
maggior numero di rospi e rane possibili, per dopo liberarli
nell'acqua. Il vedere questi esseri che prima si muovevano goffamente,
nel terreno, trasformarsi in provetti nuotatori, era il nostro
"trofeo".
Mi chiedo come mai quei cacciatori, che si definiscono amanti della
natura, ma che continuano la politica della distruzione, non ricordano
spesso, dove ha avuto inizio il danno..poiché è l'uomo che taglia
l'equilibrio delle creature in armonia fra loro.
Andare a "caccia" è molto bello solo se armati dei nostri sensi e
..qualche volta anche di un secchio!
Consiglio a tutti questa avventura, questo respiro della natura ti
avvolge e non riesci più farne a meno.
Ivana
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